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PALLADIATURA NERA
Il palladio
Il palladio è un metallo lucente, abbastanza malleabile, simile sia di aspetto che di proprietà al platino, ma a più bassa densità e punto di fusione rispetto a quest’ultimo. Da un punto di vista chimico il palladio è il meno nobile tra i metalli del gruppo del platino, ed è attaccabile da molti reagenti se è in forma finemente suddivisa. In generale il suo comportamento è intermedio tra quello del nichel e quello del platino: allo stato compatto si ossida all’aria in superficie solo al di sopra di 350°C, ed è attaccato molto lentamente a caldo dagli acidi nitrico e solforico concentrati, che invece lo disciolgono rapidamente se esso si trova in forma spugnosa.
A temperatura ambiente il palladio è attaccato da cloro e bromo in presenza di umidità, e si discioglie facilmente in acqua regia; può essere portato in soluzione anche se utilizzato come anodo nell’elettrolisi di soluzioni acquose contenenti ioni di cloruro. A caldo reagisce con zolfo, selenio,diossido di zolfo e con idrossidi, perossidi e cianuri alcalini fusi. Il palladio assorbe facilmente diversi gas ed è estremamente permeabile all'idrogeno: può assorbire fino a 900 volte il suo volume in idrogeno a temperatura ambiente. Si pensa che questo possa accadere grazie al formarsi di idruro di palladio (Pd2H), ma non è chiaro se tale composto si formi realmente o sia solo un'associazione temporanea. Con l’idrogeno forma comunque soluzioni solide di composizione variabile con la temperatura.
Il palladio ha un notevole impiego come componente di catalizzatori metallici (frequentemente supportati su materiali ceramici) in vari processi chimici di ossidazione e di riduzione. Così per esempio nell’ossidazione dell’ammoniaca ed acido nitrico si impiegano reti catalitiche a base di platino e palladio o rodio, mentre catalizzatori eterogenei a base di platino e palladio vengono utilizzati nei processi petroliferi di idrocracking, reforming ed altri. Una importante applicazione si ha in campo automobilistico nelle cosiddette marmitte catalitiche, dove il palladio assieme al platino ed al rodio, costituisce il catalizzatore di ossidazione per l’eliminazione dagli scarichi di idrocarburi incombusti e monossido di carbonio.
Allergia al palladio, un alternativa all’oro
L’utilizzo odontoiatrico negli ultimi anni è molto aumentato: il palladio viene usato in sostituzione dell’oro, essendo meno costoso e, in teoria, meno allergizzante. Questo ultimo dato è stato attualmente smentito dalla letteratura. L’ipotetica bassa allergenicità che aveva consigliato l’utilizzo del palladio nella costituzione di leghe odontoiatriche, è stata invalidata dalle numerose segnalazioni di dermatiti e stomatiti da contatto in portatori di protesi dentaria e apparecchi ortodontici.
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